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Attività di pianificazione a scala di Distretto


  

PIANO DI GESTIONE DELLE ACQUE

Per quanto concerne la pianificazione a livello di distretto idrografico, l’Autorità di Bacino dei fiumi Liri-Garigliano e Volturno di concerto con le Regioni appartenenti al Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale ha coordinato la redazione del “Piano di Gestione delle Acque”, ai sensi ed in base ai contenuti della Direttiva Comunitaria 2000/60, recepiti dal D.L.vo 152/06, ed in base ai contenuti del D.M. 131/08, del D.L.vo 30/09, del D.M. 56/09, della L. 13/09 e della L. n. 25/2010. Gli obiettivi della direttiva sono finalizzati alla “tutela delle acque e degli ecosistemi afferenti, a garantire gli usi legittimi delle stesse”. L’area di riferimento è il Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale – come definito dall’art. 64 del D.L.vo 152/06 – e comprende i territori delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Molise e Puglia.

                                                                               

Il Piano di Gestione delle Acque è stato sviluppato in base al percorso individuato e valutato dagli organi competenti (Comitato Istituzionale e Tecnico integrati con i rappresentati ed i referenti delle Regioni appartenenti al distretto) di seguito sintetizzato e schematizzato.

 Processo per la pianificazione ed il governo della risorsa idrica

 

Tutte le analisi ed elaborazioni sono state condotte ed aggregate a scala di distretto, per unità idrografica, per unità costiera, per territorio regionale. Varie sono state le tappe che hanno caratterizzato il programma di lavoro (riunioni ed incontri con le Regioni per la condivisione ed elaborazione delle attività; Forum, Seminari per la Partecipazione e Consultazione Pubblica; Redazione Rapporti Ambientali; Elaborazione Progetto di Piano; Intese e collaborazioni specifiche a livello Ministeriale, Associazioni Nazionali, Università, Enti di Ricerca ….). La necessità evidenziata lungo tutto il processo di Piano, è stata quella di attuare realmente un percorso di governo per il passaggio dallo sfruttamento della risorsa, all’uso razionale e sostenibile della stessa. Tale percorso ha visto nello specifico la realizzazione delle seguenti attività: - caratterizzazione fisico-ambientale ed amministrativa del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale; - caratterizzazione dei corpi idrici superficiali e sotterranei; - configurazione ed analisi quadro degli utilizzi (potabili, irrigui, industriali); - analisi sistema di monitoraggio; - analisi sistema delle acque minerali e termali; - analisi sistema delle aree protette; - correlazione risorsa idrica e Sistema Paesaggio e Sistema Culturale; - analisi sistema infrastrutturale; - analisi sistema gestionale; - configurazione normativa e relative Autorità competenti; - quadro degli strumenti di pianificazione e programmazione ad oggi adottati; - accordi / intese di programma ad oggi stipulate ed attuate, in merito alle risorse idriche; - individuazione pressioni e impatti; - tipizzazione e caratterizzazione dei corpi idrici superficiali e sotterranei; - riconfigurazione sistema di monitoraggio dei corpi idrici superficiali e sotterranei; - definizione obiettivi ambientali; - analisi economica; - quadro della programmazione finanziaria in materia di acqua; - percorso di informazione e consultazione pubblica; - percorso VAS; - individuazione criticità e rischio; - programma di misure (interventi strutturali e non strutturali). Il percorso tecnico-operativo-metodologico adottato, ha permesso di sviluppare e redigere un “Piano di Gestione delle Acque” che non ha costituito una semplice sovrapposizione di elementi a disposizione ma – nella consapevolezza del poco tempo utile e di un territorio vasto, articolato e complesso – uno strumento necessario e di base per una strategia politica che il nostro Paese deve, al più presto, attuare in materia di governo delle risorse idriche. Il piano così strutturato, ha avuto ed ha notevoli riscontri in termini tecnici, metodologici e operativi, soprattutto di raccordo e collaborazione con e tra le Regioni, ma occorre connotarlo di una maggiore consapevolezza politica, al fine di poter dare quel “riverbero” in termini di programmazione di interventi e pianificazione delle risorse idricheTale Piano, dopo l'approvazione da parte del Consiglio dei ministri, avvenuta nel 2013 e pubblicata su GU n. 160 del 10 luglio 2013, secondo la cadenza sessennale fissata dalla Direttiva, è stato revisionato e aggiornato e, nel dicembre del 2014, è stato ultimata la redazione del Progetto di piano di Gestione acque - ciclo 2015-2021; Tale progetto di piano è stato apprezzato dai componenti dei componenti del Comitato Istituzionale dell’Autorità di bacino dei fiumi Liri Garigliano e Volturno, integrato con le Regioni del distretto dell’Appennino Meridionale che hanno preso atto dei documenti elaborati al fine dei successivi adempimenti comunitari, nell'ambito della seduta del 22 dicembre 2014.

 

PIANO DI GESTIONE DELLE ALLUVIONI

La Direttiva Europea n. 2007/60/CE, come già riportato, ha istituito “un quadro per la valutazione e la gestione dei rischi di alluvioni, volto a ridurre le conseguenze negative per la salute umana, l’ambiente, il patrimonio culturale e le attività economiche... ” (art.1); è connessa alla Direttiva Acque 2000/60/CE, in base alla quale ed in ossequio ai successivi dettami legislativi nazionali sono stati redatti i Piani di Gestione delle Acque. Il Decreto Legislativo n. 49/’10, di recepimento della Direttiva 2007/60/CE, ha posto le basi per la realizzazione dei Piani di Gestione del Rischio Alluvioni, nell’ambito dei Distretti Idrografici individuati sul territorio nazionale. Le competenze sono così definite: - Le Autorità di Bacino Distrettuali (di cui all’art.63 del DLgs n. 152/2006): provvedono alla valutazione preliminare del rischio, alla individuazione delle zone a rischio potenziale di alluvioni, alla realizzazione delle mappe della pericolosità e delle mappe del rischio, alla predisposizione del Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni coordinato a livello di distretto idrografico; adottano i piani stralcio di distretto per l'assetto idrogeologico. - Le Regioni, in coordinamento tra loro e con il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, predispongono la parte dei Piani di Gestione per il distretto idrografico di riferimento relativa al sistema di allertamento razionale, statale e regionale per il rischio idraulico ai fini di protezione civile. Successivamente, il D.Lgs. n. 219/’10 di recepimento della Direttiva 2008/105/CE (relativa a standard di qualità ambientale nel settore della politica delle acque recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 82/176/CEE, 83/513/CEE, 84/156/CEE, 84/491/CEE e 86/280/CEE, nonché modifica della Direttiva 2000/60/CE e recepimento della Direttiva 2009/90/CE che stabilisce, conformemente alla Direttiva 2000/60/CE, specifiche tecniche per l’analisi chimica e il monitoraggio dello stato delle acque), all’art. 4, co. 1-letterab-, ha previsto nelle more della costituzione delle Autorità di Bacino Distrettuali (art. 63 D.Lgs. 152/2006), di affidare alle AdB Nazionali e alle Regioni, ciascuna per il proprio territorio di competenza, l’adempimento agli obblighi previsti dal D.Lgs. 49/2010; inoltre affida la funzione di coordinamento, nell’ambito del Distretto Idrografico di appartenenza, ai fini della predisposizione degli strumenti di pianificazione, di cui al predetto D.Lgs. 49/2010, alle AdB Nazionali. Ai sensi del richiamato D.Lgs. 49/2010, le attività da svolgere nell’ambito del Distretto sono le seguenti: - Valutazione preliminare del rischio di alluvioni (art.4) - 22 settembre 2011 - Mappe della pericolosità e mappe del rischio di alluvioni (art.6) - 22 giugno 2013 -Pubblicazione dei Piani di Gestione del Rischio di Alluvioni (art.7) - 22 giugno 2015 - Misure transitorie (art. 11). In relazione ai vari incontri e confronti tra MATTM, Ispra ed Autorità di Bacino Nazionali, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), ha redatto un documento “Indirizzi Operativi per l’attuazione della direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione ed alla gestione dei rischi da alluvioni con riferimento alla predisposizione delle mappe della pericolosità e del rischio di alluvioni” volto alla definizione di criteri omogenei, a scala nazionale, per la redazione delle “mappe di pericolosità e rischio alluvioni”. Parallelamente, nell’ambito del Distretto di riferimento, l’Autorità di Bacino Liri-Garigliano e Volturno e le Autorità di Bacino e Regioni ricadenti nella medesima unità fisiografica hanno avviato, fin dal mese di luglio 2011, un percorso similare, finalizzato ad un confronto sullo stato della pianificazione in materia di alluvioni ed all’uopo ha istituito un Tavolo Tecnico Istituzionale e Operativo (Decreto Segretariale n° 103 del 23.04.2012) per lo sviluppo delle attività necessarie alla redazione del Piano di Gestione del Rischio Alluvioni del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale. Successivamente è stato predisposto un “Programma di Lavoro” relativo alle attività che vede impegnate le Autorità di Bacino e Regioni interessate. In relazione al percorso già intrapreso ed ai contenuti del programma di lavoro di cui sopra, le Autorità di Bacino Nazionale, Interregionale, Regionali e le Regioni, hanno elaborato le “mappe di pericolosità e rischio idraulico”, di cui alla Direttiva 2007/60/CE, D.L.vo 49/10, D.L.vo 219/10; nella seduta del 23.12.2013, il Comitato Istituzionale ha preso atto delle mappe della pericolosità e del rischio di alluvioni redatte approvandone i contenuti. Successivamente, come richiesto dalla normativa,  è stato elaborato il Progetto di Paino di gestione Rischio alluvioni sul territorio distrettuale, presentato e valutato favorevolmente dal Comitato istituzionale integrato nella seduta del 22 dicembre 2014.". 

Trasversalmente è stato sviluppato ed è in corso il processo di informazione e partecipazione pubblica, che vede il coinvolgimento dei vari attori sociali, a scala di distretto ed a scala regionale. Gli elaborati prodotti, consultabili sui siti web del Distretto Idrografico dell’Appennino Meridionale e dell’Autorità di Bacino, riguardano: - le mappe di pericolosità e rischio a scala 1:5.000; - la Relazione Generale; - la Relazione Sintetica; - gli elaborati a scala di distretto: o cartografie tematiche; o relazioni; - gli elaborati di studi ed attività specifiche su aree pilota. 

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